Se ti ubriachi la macchina si blocca

Se ti ubriachi, la macchina si blocca, in Belgio una norma speciale in arrivo

Mattea Guantieri | il 24, mag 2018

La guida in stato di ebbrezza resta uno dei principali motivi di morte su strada. Per questo motivo, l’Unione Europea sta pensando di installare sulle automobili di nuova costruzione gli “Alcol Interlock”, dei dispositivi che sottopongono il guidatore a un alcol test e impediscono alla vettura di mettersi in moto in caso di risultato positivo. In Belgio è già realtà

In Belgio, dal primo luglio di quest’anno, entrerà in vigore una norma speciale del codice della strada che impone, a chi abbia già riportato una condanna per guida in stato di ebbrezza con tasso accertato superiore a 1,2 g/l, di montare sul veicolo un etilometro immobilizzatoreetilometro immobilizzatore, letteralmente “éthylotest antidémarrage”. Non è tutto: a decidere il periodo di “guida vigilata” sarà il giudice, che ai condannati per soglie da 1,2 a 1,8 grammi di alcol per litro di sangue imporrà l’uso dell’etilometro “bloccamotore” per un periodo fino a tre anni, mentre per chi supera quella soglia la misura potrà essere anche perpetua e, comunque, non inferiore ai tre anni. Ad ispirare questa nuova legge, votata dal Parlamento lo scorso 8 febbraio, la recidiva di reati di questo tipo, che secondo l’istituto Vias – l’agenzia belga della sicurezza stradale – sarà ridotta del 75% rispetto all’uso di una sola pena tradizionale, anche di tipo accessorio. In Belgio, ogni anno, si registrano circa 180 vittime su un totale di 5.000 incidenti stradali alcolcorrelati, mentre il numero medio di denunce per guida in stato di ebbrezza – tenetevi forte – è di 50mila: 10mila di essi hanno un tasso alcolemico superiore a 1,8 g/l. “Cercare di ridurre queste percentuali con semplici campagne informative – dicono al Vias – non basta”. Ci hanno provato, ma con le buone non è servito. Dunque, la politica si è fatta carico del problema e nonostante le fortissime resistenze del paese la legge è passata al primo giro

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Veicoli non in regola con la revisione. Campania al 1° posto

In Campania non potrebbe circolare il 35% delle vetture private. Ecco come essere in regola e cosa si rischia se si guida un mezzo non revisionato nei tempi e nei modi previsti dal codice della strada Che il parco auto italiano non fosse giovanissimo era cosa nota (9 anni e 9 mesi l’età media delle nostre automobil), ma che addirittura un veicolo su quattro non sia in regola con la revisione è oggettivamente allarmante. In base ad un’analisi compiuta da Facile.it a ottobre 2017 non avevano avuto il necessario via libera alla circolazione oltre 13 milioni di veicoli. Se si restringe l’analisi alle sole vetture private la proporzione, purtroppo non cambia di molto; non erano in regola oltre 7,4 milioni di veicoli, equivalenti al 19,50% del totale.

La Campania peggio di tutti

Partendo da dati ufficiali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il portale leader in Italia per il confronto delle polizze assicurative ha potuto tracciare una mappa delle aree d’Italia in cui il fenomeno delle auto non revisionate è più forte.
La prima parte dello studio ha considerato non solo le automobili private, ma il totale dei veicoli iscritti ai registri (quindi anche motocicli, mezzi pubblici, auto a noleggio e via dicendo). Su un totale di oltre 52.000.000 di mezzi, quelli non in regola con la revisione sono risultati essere poco più di 13.000.000. Declinando i numeri su base regionale, la Campania conquista a mani basse il primato sia in termini assoluti (1.869.504), sia in proporzione al totale parco circolante con un inquietante 40,72% di mezzi che, in base alla norma, non potrebbero circolare. Continuando a scorrere la classifica, alle spalle della Campania si trovano, per totale veicoli non revisionati, il Lazio (1.672.195) e la Lombardia (1.661.244). Se si leggono i dati in un’ottica percentuale, invece, la medaglia di argento è conquistata dalla Sicilia (36,87%) e quella di bronzo dalla Calabria (35,14%).

Cos’è la revisione, come e quando

La revisione dell’auto consiste nel suo controllo periodico presso operatori specializzati che si assicurano che le caratteristiche della vettura siano conformi a quanto previsto dal codice della strada per sicurezza, silenziosità e salubrità. La revisione del mezzo di trasporto va effettuata periodicamente e il lasso di tempo che trascorre tra una revisione e l’altra dipende dal tipo di veicolo che si possiede. Per i normali veicoli adibiti al trasporto di persone (le automobili per intenderci) la revisione è richiesta ogni 4 anni dalla data di immatricolazione e, successivamente, ogni 2 anni. Se il mezzo di trasporto supera il numero di 9 posti per persone o si tratta di autoveicoli destinato a trasporti di cose o per uso speciale, la revisione è richiesta ogni anno. Regola che si applica anche ai taxi, alle autoambulanze, per i veicoli a noleggio con conducente e per le auto d’epoca.

Circolare senza: ecco cosa si rischia

Circolare con un’auto con la revisione scaduta, essendo un pericolo non solo per se stessi ma anche per gli altri, implica multe davvero salate: da 169 a 679 euro (in caso di recidiva gli importi raddoppiano). Se si viene fermati e trovati senza revisione potrebbe essere sospesa anche la carta di circolazione fino a che non si effettua la revisione e sarà consentito spostare il mezzo solo per recarsi al centro revisioni più vicino. Se, infatti, si circola con un veicolo la cui carta di circolazione è sospesa si rischiano ulteriori multe che vanno dai 1957 ai 7829 euro. Alla multa, in questo caso, però, si aggiunge anche il fermo amministrativo per 90 giorni del veicolo ma continuando a violare la legge si può arrivare anche alla confisca del mezzo di trasporto. E’ quasi superfluo ricordare che la revisione periodica dell’auto è uno degli obblighi normativi espressamente previsti dal codice della strada (art.80) e il mancato rispetto della legge ha anche importanti ripercussioni in termini assicurativi. Se l’auto non è in regola, in caso di sinistro la compagnia ha il diritto di rivalersi sull’assicurato.

https://www.avvenire.it/economia/pagine/revisione-auto

Camion e tecnologia, inizia l’era dell’autotrasporto elettrico

La società americana Tesla annuncia la produzione dal 2019 dei tir elettrici: una rivoluzione copernicana per autotrasporto e trasporto auto con bisarca.

Ecosostenibilità e sicurezza stradale sono da anni due tematiche di notevole interesse per l’autotrasporto in quanto rappresentano obiettivi concreti in grado di assicurare crescita e sviluppo a questo settore. Più volte abbiamo sottolineato come sia in Italia che in Europa il livello di emissioni di co2 si stia gradualmente abbassando negli ultimi anni, merito soprattutto di veicoli industriali all’avanguardia, ma è ancora molto lunga la strada da percorrere in questa direzione.

Chi sta cercando di accorciarla e renderla percorribile e Tesla, la società americana specializzata nella produzione di veicoli elettrici, che alcuni mesi fa ha presentato “Tesla Semi”, il veicolo industriale del futuro. Si tratta di un autoarticolato completamente a energia elettrica in grado di percorrere 800 Km con una sola ricarica e con un pieno carico di 36 T. Un tir che oltre a non produrre alcun effetto negativo per l’ambiente, assicura massima sicurezza su strada.

Il sistema Autopilot di cui è dotato, infatti, garantisce controllo totale della velocità, rallentamenti automatici nel traffico e mantenimento della propria corsia di marcia. Ma se per molti il tir elettrico è solo un progetto avveniristico, per Tesla invece è una realtà pronta a concretizzarsi entro l’arco di un biennio: la produzione, infatti, partirà nel 2019. Non per questo la società californiana ha già aperto alla possibilità di versare un acconto a titolo di prenotazione per chi volesse acquistarlo.

Il tir elettrico, massima espressione di economicità in virtù di costi minori di alimentazione e manutenzione, potrà essere una soluzione efficace anche per chi effettua trasporti speciali, come ad esempio il trasporto auto con bisarca, la cui merce trasportata è notevole dal punto di vista del carico. Insomma, in futuro energia pulita e tecnologia andranno sempre più a braccetto e la logistica mondiale è pronta a percorrere la strada dell’innovazione.

 

http://www.comunicati-stampa.net/com/camion-e-tecnologia-inizia-l-era-dell-autotrasporto-elettrico.html